martedì, 13 ottobre 2009, 02:51
Scritto da: LadyCarol - commenti

Nota: questo articolo è stato postato anche qui. Wow, il mio primo post qui (spero di non essere troppo... incisiva).


Molto spesso quando una persona ne critica un'altra per qualcosa che ha fatto/detto/scritto viene subito accusata di essere invidiosa. Ma invidiosa di cosa?
Prima di tutto diamo la definizione standard di invidia (che non fa mai male ripassare le basi della nostra lingua):
Sentimento di cruccio astioso per qualità o fortune altrui
Eh, lo so, è una definizione un po'... povera di contenuti, ma non ho trovato di meglio on-line (e non mi va di alzarmi per cercare sul dizionario cartaceo).

Girovagando in WordPress mi è capitato di leggere questo blog, illuminante sotto molti punti di vista, purtroppo fermo con le quattro frecce (come direbbe Brumotti a Striscia la notizia) da circa un annetto.
Come in molte altre occasioni, gli autori del blog sono stati tacciati di invidia solo perché segnalavano degli articoli degni di nota relativi a fantasy e libri di questo genere che di solito sono tanto osannati anche se fanno schifo (per esempio, su Fantasy Magazine mi è capitato di vedere tante di quelle opere di lecchinaggio da far venire il voltastomaco anche a una persona abituata a leccare).

In data 15 febbraio 2008 un commento fa capolino sul blog, in relazione a un post sulla reazione di quelli di Fantasy Magazine alla scoperta di Fantasy Merdazine, e c'è scritto:
Sembrate un branco di scrittori falliti presi dall’invidia per non esser riusciti a pubblicare. Invidia che vi roda a tal punto, specie in un periodo in cui fioccano le pubblicazioni fantasy italiane.
Io ho girovagato nel blog, ho letto il Manifesto e vari post-segnalazione e non mi è sembrato proprio che gli autori fossero invidiosi a tal punto da aprire un blog del genere per soddisfare il proprio ego ferito (quest'ultimo inesistente, visto che nessuno di loro è un aspirante scrittore, a quanto ho capito).
Perché a certe persone non entra in testa che se qualche libro è considerato feccia – che sia italiano o straniero – allora dietro c'è per forza di cose l'invidia per l'autore che specula sull'ingenuità (non voglio essere così carogna da usare il termine "stupidità") altrui?

Nel panorama fantasy italiano sono ben pochi gli autori che possono fregiarsi di tale titolo, e il più delle volte vengono sommersi da schifezze quali Troisi, Strazzulla, Ghirardi, Paolini. Questi quattro autori (gli unici che mi sono venuti in mente al momento e da ora in poi soprannominati Magnifici Quattro o, più semplicemente, MQ), come altri, speculano sull'ingenuità delle persone che:
» si approcciano per la prima volta al fantasy sulla scia dei successi che arrivano dagli altri Paesi;
» non hanno ancora una buona educazione alla letteratura e quindi finiscono per appassionarsi a cose oscene (c'è sempre la speranza che poi ritrovino la retta via, ma è difficile, perché sembra che il panorama editoriale non offra poi molto scampo da altri autori simili ai MQ);
» leggono recensioni positive su giornali e riviste e le prendono per oro colato, quando è palese come la neve che si scioglie al sole che chi scrive certe recensioni viene pagato per dire tutto il bene possibile;
» non fanno una ricerca accurata e non leggono sia le critiche positive che quelle negative e si formano un'opinione;
» non sono abbastanza sveglie da scaricare i primi capitoli gratuiti messi a disposizione dalle case editrici sui propri siti, così da assaggiare trama, personaggi e stile di un autore (non parlo di scaricare direttamente i libri perché il più delle volte queste persone sono ingenue anche dal punto di vista tecnologico).

Quando uno scrive una recensione positiva che lecca il leccabile (dall'editore all'autore, all'editor) viene elogiato e trova sostegno da più parti, ma quando arriva una persona che cerca di far aprire gli occhi anche alla massa di ingenuotti di cui sopra, allora si parla di invidia.
Invidia perché si dicono le cose come stanno; invidia perché si tenta di far ragionare le persone, aiutandole a pensare con le proprie teste e non in base a preconcetti; invidia perché io, piccolo deficiente che faccio leggere solo a qualcuno la mia opera, che ho l'umiltà di accettare le critiche e lavorare ogni giorno per migliorare ciò che scrivo, sto aspettando il momento giusto per mandare a un editore il frutto del mio lavoro.


Non lo sapevate? Io sono invidiosa della Troisi perché ha pubblicato tre trilogie, due(?) libri di un'altra trilogia e qualche racconto, il tutto di una banalità disarmante.
Sì, sono proprio verde d'invidia.


Chi pensava che le accuse di invidia fossero cosa nuova, si sbagliava di grosso, sembra che il discorso circoli in rete già da qualche anno, ma solo ultimamente ha avuto il suo boom, grazie alla diffusione e alla notorietà di alcuni blog e siti che cercano di aiutare i lettori nel difficile compito della scelta di cosa leggere e cosa scartare.
I giornalisti che vengono pagati per scrivere pezzi entusiastici anche di libri che non hanno mai letto (sì, accade anche questo, purtroppo) dovrebbero essere cacciati dall'ordine solo per aver mentito e favorito così il degrado della cultura. Magari mandarli in giro con un cartello con scritto "Sono un idiota perché accetto soldi senza leggere ciò che mi viene presentato" o "La mamma non mi ha ancora insegnato a non firmare senza prima aver letto tutto" potrebbe essere la soluzione anche alla loro imbecillità.

Già so che anch'io verrò tacciata d'invidia per aver scritto questo pezzo, perché mi sono permessa di dare dell'imbecille a qualche giornalista o perché ho definito i libri dei MQ spazzatura. Pazienza, ormai sono abituata a qualsiasi tipo di insulto. Sopravviverò anche a questa.
Ma intanto qualcuno potrebbe riflettere – che non fa mai male – su quanto detto qui.

In: libri, critiche, opinioni personali, piaghe della società, giornalisti incompetenti

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domenica, 20 settembre 2009, 23:27
Scritto da: Annaf85 - commenti

Come avete passato le vacanze? Spero meglio di come le abbia passate io, che non mi sono mossa da casa per tutta l'estate. Comunque ben tornati a tutti i lettori fissi e occasionali del blog, sono felice di "rivedervi" qui.

Questo post sarà molto breve e sarà un po' un riepilogo prima di ricominciare a pieno ritmo le attività varie ed eventuali del blog.
Dei libri presi in biblioteca nel mese di agosto, ne ho letto praticamente solo uno (anche se non sono riuscita a finirlo u.u conto di riprenderlo più avanti... a meno che non lo trovi da qualche parte), perché contemporaneamente sto leggendo anche alcuni saggi riguardanti la letteratura fantastica, sia per una conoscenza personale più approfondita dell'argomento, sia per trarre spunto per poter scrivere qualche articolo sull'argomento. In più sto continuando la lettura di Morty l'apprendista di Terry Pratchett (lo so, è più di un mese che lo sto leggendo, ma non è colpa mia se il più delle volte la sera sono stanca e non riesco a tenere in mano il libro).

Come avrete notato, nella colonna qui a destra è stata aggiunta una piccola sezione, intitolata Prossimamente, e nella quale verranno scritti alcuni argomenti che troveranno spazio nel blog, più o meno diffusamente (il che vuol dire che potrebbero esserci uno o due articoli, come anche una decina diluiti nel tempo e intervallati da altri). Ho inserito per il momento tre argomenti dei quali mi appresterò a scrivere:
» i Librigame, un genere – se così si può chiamare – che mi ha sempre affascinata e che ultimamente sto riscoprendo con vero piacere; se avete notizie, consigli, suggerimenti da darmi, non esitate, io sto imparando pian piano tutto quello che c'è da sapere anche su questi libri e mi farebbe piacere conoscere i pareri degli esperti del settore.

» i Consigli vari di lettura, questo mi sembra abbastanza chiaro, quando ci sarà un libro interessante di un qualsiasi genere nel quale sono più "ferrata", troverete le varie indicazioni e il mio commento personale, esattamente come ho già fatto per Moribito, Hyperversum (anche se era solo dei primi nove capitoli), La fabbrica di cioccolato.

» le Considerazioni su vari saggi relativi a fantasy e fantastico, anche questo mi sembra chiaro e poi ho già accennato poco più sopra a cosa mi riferisco.

Non mi resta che consigliarvi di controllare spesso il blog, perché non si sa mai quando ci sia un nuovo articolo. Per questo vi ricordo che potete seguire il blog tramite RSS o Atom, basta cliccare su uno dei due bannerini qui a fianco (sezione Segui il blog della colonnina di destra).

A presto (si spera).

In: news, comunicazioni di servizio

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venerdì, 14 agosto 2009, 15:49
Scritto da: Annaf85 - commenti (2)

Ultimamente mi è capitato di passare su un nuovo blog, creato da una ragazza che vorrebbe pubblicare i suoi romanzi. Sì, è proprio quella che ha fatto nascere il post sulle fasce d'età.

Attenzione: Questo post prende solo spunto dal modo di scrivere di Edhwenden, e io e lei abbiamo già discusso di quanto verrà scritto qui, ma penso sia utile scriverne ancora e più diffusamente per aiutare. Tutto quello che troverete in questo post è frutto di mie opinioni personali e chi vorrà dire la sua, perché più esperto di me, è benvenuto.

Partiamo dalla domanda: Come si scrive un post argomentato (relativo alla lettura o alla scrittura)?

In: consigli

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martedì, 04 agosto 2009, 21:06
Scritto da: Annaf85 - commenti

Dopo aver completamente abbandonato Le lande di ghiaccio di Salvatore e Il mago Merlino e il castello nascosto di Barron (e sorvoliamo su Alice oltre lo specchio), sono stata in biblioteca a fare rifornimento.

Attenzione: quelli di seguito riportati non sono consigli di lettura (a meno che non sia specificato), ma semplicemente un piccolo elenco per tenere a mente cosa stia leggendo al momento (naturalmente uno o massimo due per volta).

In: libri, news, opinioni personali

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domenica, 05 luglio 2009, 17:36
Scritto da: Annaf85 - commenti (5)

Mi è capitato tra le mani (o meglio, sotto gli occhi) il prologo del nuovissimo libro di Chiara Strazzulla. Non so quanti di voi la conoscano (quelli che bazzicano anche su Gamberi, Baionette, Infiniti Sentieri e altri blog del genere  l'avranno “incontrata” di sicuro), comunque per chi non l'abbia ben presente è l'autrice di un altro capolavoro fantasy edito da Einaudi, Gli Eroi del Crepuscolo. Quest'ultimo è stato un fenomeno (?) della passata stagione, tanto che pare abbia venduto 40.000 copie (??).
Ora, già l'Einaudi che punta su una diciottenne per promuovere il fantasy mi sembra un'esagerazione, ma se poi contiamo anche che la signorina, più che scrivere, "starnutisce" (lei stessa ha detto che scrivere è come starnutire), allora c'è da preoccuparsi.

Ma torniamo al prologo del secondo volume della trilogia, e cioè di La strada che scende nell'Ombra.
La prima impressione appena letto? Una lista della spesa interminabile.
La seconda? Troppo prolisso e narrazione a scatti.
La terza? Spero che il resto del libro non sia così, altrimenti si salvi chi può.
E mi fermo qui, altrimenti anch’io faccio una lista della spesa.

Andiamo con ordine: prima del prologo vero e proprio si ha una specie di cronaca di cosa sta accadendo in un mondo non meglio identificato, dove le terre hanno i nomi dei popoli che le vivono, ad esempio Terra Elfa, Terra Nana e via discorrendo. A mio avviso tutti questi nomi sono ridicoli, ma è un mio parere personale che non deve contare più di tanto.

Il prologo sembra sia la lista della spesa di mia madre sia la Genesi (che è stata ripresa anche da Tolkien nel Silmarillion), e questa cosa mi ha fatto storcere parecchio il naso. Insomma stai scrivendo fantasy, perché devi andare a riprendere cose e idee già avute da altri? Va bene, il tuo mito è Tolkien, ma non vedo perché lo si debba copiare così spudoratamente; nel primo libro (e anche in questo) c'è la Compagnia che intraprende un viaggio, questo non è stato copiare spudoratamente Tolkien? In questo il prologo è identico ad altri, cambiano solo alcune piccole cose, che senso ha?
Piccolo appunto, prima di continuare: la cara Strazzu, comunque, si ritiene un po'(?) sopra le parti e si permette di riprendere in toto idee avute già da altri (appunto personale nell'appunto: tesoro, a dispetto di quello che pensi, questo si chiama plagiare, non «tributo a Tolkien»), ammettendo che non fa nulla di male, ma che «già i Latini lo facevano», perché «la letteratura non deve essere originalità a tutti i costi» e anche Omero ha ripreso situazioni, canoni, stili e altro da letterature precedenti. Questo, però, non vuol dire che sia una cosa permessa a tutti, visto che lei non ha messo niente di «nuovo, brillante e divertente da qualcosa già visto». E paragonarsi ad autori Greci e Latini è eccessivo anche per una diciottenne.

Ma andiamo avanti, mi sono già persa troppo. Se poi andiamo a vedere il prologo vero e proprio ci troviamo brutture del genere:
In principio c’era il grande Mare di Fiamme, infinito in ogni direzione, e nel mezzo del Mare di Fiamme l’isola beata di Adhon-dil, con le sue spiagge bianche e le torri d’oro e le vette alte da non poterne vedere la cima, sede dei Dodici Dèi.
Quando ho letto questo pezzetto mi sono chiesta se realmente il panorama italiano non possa offrire di meglio. Poi ho ripensato a Cecilia Randall e mi sono detta che in Italia c'è di meglio.
L’editor che ha rivisto (sempre che ci sia stato un lavoro di editing) questo libro non ha pensato che avrebbe potuto consigliare di eliminare un “Mare di Fiamme” di troppo? Forse si è addormentato dopo aver letto la prima lista della spesa e qui non si è ripreso abbastanza in fretta?

Proseguendo con la lettura troviamo la descrizione del ricco Pantheon creato dalla nostra Strazzu e anche qui l'originalità si spreca, ma purtroppo gli elementi sono quattro, gli dei greci e latini avevano gli stessi poteri e lei si è rifatta a loro, no?
E qui, in queste belle descrizioni caratteriali, nonché nei dialoghi, troviamo mille impedimenti alla lettura, fatti di tante piccole "e" sfuggite al controllo della grande diciottenne. Un piccolo esempio:
Darlyon, dio della parola e delle arti, che parla con le voci di tutti i canti e di tutte le storie, e sa tutte le lingue di tutte le cose viventi e non.[...]
Sirna, dèa madre della terra, il cui ventre genera la vita, signora di tutte le cose che nascono, e crescono, e respirano del suo respiro.[...]
Nadaret, dèa del pianto, che sanguina per tutti i mali e segue in lutto i cortei di battaglia, e sconta con la sua pena le colpe di tutti i mortali.[...]
Al principio gli dèi vivevano nell’isola beata in mezzo al Mare di Fiamme la loro vita immortale, e avevano lì i loro troni e la loro dimora, e un secolo era per loro meno che un attimo;[...]
– Signore, se faremo il mondo, verranno le Genti ad abitarlo, e verrà il male a corromperlo e a nascondersi nelle sue ombre, e ci saranno guerre e morte, e odio e sofferenze, e molte cose buone saranno distrutte mentre cose malvagie sorgeranno, e nulla di questo si potrà evitare.[...]
Altra questione è quella delle descrizioni con parole altisonanti che rallentano la lettura, come se le "e" non avessero fatto abbastanza danni. Tutte le descrizioni del prologo sono assolutamente inutili, scritte in quel modo, e rendono tutto ancora più prolisso, impedendo il proseguo della lettura.
Un esempio per tutti:
Poi Lilya e Sirdar si recarono al cospetto di Anman, e lo trovarono assiso sul suo alto seggio bianco, sulla fronte una corona intrecciata di fili d’acqua e di fuoco, lo scettro del potere stretto in pugno.
Ma era troppo difficile scrivere una cosa tipo:
Poi due di loro si recarono da Anman, seduto al suo seggio alto e bianco, sulla sua fronte c'era una corona di fili d'acqua e fuoco intrecciati e lo scettro del potere in mano.
Non mi soffermo oltre sul prologo perché rischio di ripetermi e l'ultima cosa che mi sento di dire è che, come altri, anche questo libro avrebbe bisogno di un editor vero, non di uno che si addormenta dopo due righe o che non sa leggere. Non so quanto possa essere originale (= «nuovo, brillante e divertente da qualcosa già visto») un libro che già in partenza copia da altri autori e di cui l'autrice si considera al pari di geni greci e latini.
A me il prologo è più che bastato per farmi un'idea di come scriva la cara Strazzu e che a questo punto il suo stile non faccia per me, visto che considera il lettore non come un suo pari, ma come qualcuno da prendere per i fondelli.

A un mio amico sono sorte spontanee alcune domande, dopo la lettura di questo grande capolavoro:
  1. Ma allora dove ci troviamo? In un qualche universo parallelo? Aldilà? Salotto di casa mia?
  2. Il dio dell'acqua può uscire dall'isola o evaporerebbe?
  3. Se questi sono dèi, cos'è questo "male" che corromperà le genti? Un'entità superiore?
  4. (Considerazione) "Lilya donò al mondo il tempo" ma allora dillo che questi vivono in uno spazio senza tempo, ma non può scrivere di tizi che vivono in mezzo al fuoco e su un'isola e poi dire che il mondo non esiste, cioè, deve spiegare le cose.

Continua a starnutire, cara Strazzu, prima o poi arriverà lo starnuto giusto e riuscirai a fare qualcosa di decente.


Edit del 2 agosto 2009: In QLibri network questo libro ha valicato i confini del fantasy e, chissà come, è diventato un libro di fantascienza*; la "recensione" riportata (un misto tra la quarta di copertina e qualche dichiarazione fatta dalla Strazzu) mi dà l'impressione che questo libro sia, ancora una volta, una brutta (bruttissima) copia de Il Signore degli Anelli di Tolkien. Ancora un omaggio al Professore o un ennesimo plagio?


*La sezione sarebbe "Fantascienza e fantasy", peccato che quando uno effettui una ricerca anche il fantasy diventa fantascienza. Certo che quelli di QLibri aiutano i lettori ad avere le idee molto chiare.

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Link inerenti al post:
» Il blog della Strazzu
» Gamberi Fantasy
» Baionette Librarie
» Infiniti Sentieri
» plagio su Wikipedia
» video della Strazzu su Repubblica.it
» "recensione" di QLibri

In: libri, news, critiche, opinioni personali, piaghe della società

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Thoughts on the seashore (on-line dall'1 dicembre 2008) è un blog nato dalla passione di alcune ragazze per la scrittura e la lettura; non vuole essere un blog di polemiche o prese in giro, ma semplicemente un posto dove poter segnalare cose che avvengono in questi due mondi, perché è sempre bello essere aggiornati su ciò che succede nella rete o anche nella vita di lettori di tutti i giorni.
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